Induzione dell'espressione del recettore della somatostatina in cellule di neuroblastoma.

Hanno collaborato a questo progetto:

Il neuroblastoma (NB) è il secondo tumore solido per frequenza in età pediatrica. L'incidenza è di circa 10,2 nuovi casi ogni 1.000.000 bambini di età tra 0 e 15 anni. La sopravvivenza complessiva a 5 anni dalla diagnosi è del 74%. Negli ultimi anni si è assistito ad un aumento della sopravvivenza; tuttavia, tale aumento ha riguardato principalmente le forme a basso rischio.

Negli ultimi anni, i trattamenti convenzionali di questo tipo di tumore, che sono basati su combinazioni di radioterapia e chemioterapia e che pure hanno permesso di ottenere le buone percentuali prima riportate, non hanno portato ai miglioramenti sperati, a fronte dei tentativi di introduzione di nuovi farmaci. Questo è vero sopratutto per quelle forme di NB a prognosi sfavorevole o recidivanti. Vi è accordo in tutta la comunità scientifica sul fatto che siano necessari nuovi approcci per il trattamento di queste particolari forme.

I nuovi approcci sono basati, in generale, sul tentativo di identificare caratteristiche esclusive del tumore (target) che non siano espresse, o siano poco espresse, sulle cellule normali; il secondo passaggio consiste nel produrre una sostanza capace di riconoscere selettivamente il target del tumore (ad esempio, anticorpi specifici cui sono legate sostanze tossiche o radiofarmaci), o, in alternativa, nell'"addestrare" in laboratorio cellule capaci di riconoscere il target e di distruggere la cellula malata (terapia cellulare).

Nel caso del neuroblastoma, un target che sembra essere molto interessante è costituito dal recettore della somatostatina. Questo recettore è espresso dalle cellule di NB: la sua espressione costituisce un fattore prognostico favorevole, nel senso che più è espresso, migliore è la prognosi. I limiti nell'utilizzo clinico di questo target per terapie specifiche è costituito da un lato dalla sua scarsa espressione proprio nelle forme a prognosi migliore, dall'altro dal fatto che può essere espresso in diverse quantità nella stessa linea cellulare, sulla base della presenza o meno di molte sostanze.

È stato dimostrato su cellule animali che l'espressione di questo recettore può essere provocata in laboratorio da diversi farmaci come l'insulina, l'acido retinoico, l'ormone della crescita e la morfina.

Il nostro progetto

L'obiettivo di questo studio è quello di verificare se sia possibile provocare farmacologicamente l'espressione del recettore della somatostatina sulle cellule del neuroblastoma umano. Tale fenomeno potrebbe permettere di regolarne l'espressione nel tumore rendendolo così suscettibile alle terapia mirate, come la Radiommunoterapia o la Terapia cellulare.

Nella prima fase del progetto abbiamo selezionato otto linee cellulari di neuroblastoma ed abbiamo studiato l'espressione del recettore con tre diversi metodi.

Successivamente, abbiamo stimolato con un farmaco (l'acido retinoico) due di queste linee cellulari; dai dati preliminari lo stimolo ha provocato l'aumento dell'espressione del recettore in una delle linee e la diminuzione nell'altra.

Sono in corso esperimenti mirati a confermare questi dati preliminari e ad ampliarli con l'aggiunta di nuovi stimoli e con lo studio della tempistica di espressione del recettore dopo la stimolazione.

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