Assistenza Domiciliare

La pediatria è sicuramente l’ambito sanitario in cui per primo si è sviluppata una riflessione critica sulla realtà dei servizi offerti ai piccoli pazienti, sulla congruenza tra bisogni della popolazione e la risposta sanitaria.

Grazie a questo tipo di analisi, oggi l’esperienza del ricovero in ospedale per il bambino può essere meno traumatica: i genitori possono assisterlo costantemente, le camere sono colorate e possiedono la televisione, i medici e gli infermieri sono sensibilizzati, sorridenti ed attenti a soddisfare i suoi bisogni.

Tutto questo però non basta.

E’ necessario permettere ai bambini con malattie croniche ed emato-oncologiche di avere una vita sempre più “vicina” alla normalità. Ciò significa permettere loro di stare a casa il più possibile, riducendo al minimo i ricoveri, i Day-Hospital (DH) e le giornate di degenza.

Esperienze condotte in altri paesi e in alcune realtà italiane (tra cui la nostra nell’ambito dell’OPBG) si fondano sull’attuazione e/o l’integrazione di diversi modelli assistenziali, residenziali e domiciliari:

  • Cure palliative pediatriche residenziali:
    effettuate in strutture specifiche per bambini affetti da patologie inguaribili (hospice o case dedicate a pazienti con patologie specifiche) oppure nei reparti ospedalieri di degenza per acuti;
  • Cure palliative pediatriche domiciliari:
    domiciliazione delle cure: il minore è seguito a casa da una equipe ospedaliera (ospedalizzazione domiciliare), o da una equipe territoriale o mista ospedale-territorio (Assistenza Domiciliare Integrata – ADI).

Il modello di Assistenza Domiciliare Integrata